lunedì 15 febbraio 2016

"NATURA DIVINA", A CATANIA IL PRIMO PROGETTO DI AGRICOLTURA SOCIALE


Determinato e pronto a raggiungere il proprio obiettivo. Riccardo Tomasello, Presidente della cooperativa Bios, giovane e brillante imprenditore catanese, in una terra che sale spesso alla ribalta delle cronache per notizie negative, regala un sorriso a questa città che vuole ancora coltivare (è il caso di dirlo) speranze concrete.

Ci parla del nuovo progetto "Natura Divina", un progetto di agricoltura sociale condiviso con l'Arcidiocesi di Catania e che sembra avere un futuro radioso per le prospettive sociali e occupazionali di questa città
Come nasce "Natura Divina"?
Il nostro progetto nasce nel 2015. L'Arcidiocesi di Catania si rende conto di avere dei terreni che non utilizza e la cooperativa che presiedo (Bios n.d.r.) si offre come supporto per la gestione dei terreni stessi.
La prima area che andiamo a prendere in considerazione per il nostro progetto è il fondo Gelso Bianco, un appezzamento di terreno di quattro ettari.
Dopo attente valutazioni da parte dei tecnici, impiantiamo i primi ovuli di carciofo, dando vita a un carciofeto che regalerà degli ottimi frutti: il violetto francesina
Avete dei partner in questo progetto?
Si, il progetto piace e pian piano abbiamo stretto attorno ad esso una serie di collaborazioni con le istituzioni cittadine.
Partiamo dall'Università di Catania , Confcooperative e il Maas, dove verranno venduti questi carciofi
Vi sono altri terreni su cui Natura Divina metterà la propria bandierina?
A "Monte Arso", Nicolosi. Parliamo di un vigneto che produrrà vini rossi e un po più in la vini bianchi. Avremmo l'onore di portare sulle tavole del nostro Paese, il vino "Adrianus", il cui logo è stato creato dall'artista di fama internazionale Georges De Canino
Da sin. il Presidente della Bios, Riccardo Tomasello e l'Arcivescovo di Catania, Mons. Salvatore Gristina

Quali prospettive occupazionali potrebbe offrire questo progetto?
L'azienda agricola "Natura Divina" nasce con il chiaro intento di venire incontro ai soggetti svantaggiati, un'opportunità di riscatto per tutti quei detenuti che vogliono inserirsi nuovamente nel circuito della vita ordinaria.
Il nostro è un progetto di agricoltura sociale che mira - badiamo bene - a un inserimento lavorativo stabile per questi detenuti, insegnando loro una professione e consentendogli un graduale inserimento nelle dinamiche sociali e lavorative
Come ha risposto il territorio al vostro progetto?
Positivamente, ma tengo a precisare che questa attività è un investimento totale della cooperativa Bios che ha usufruito esclusivamente di una piccola donazione etica da parte del gruppo bancario Unicredit


Quali sono le prospettive a breve - medio termine?
Tanti. Ad esempio portare a reddito questi 14 ettari di terreno e ristrutturare il palmento. La strada è tutta in salita

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