domenica 5 febbraio 2012

Aeroporto di Catania. Ancora Musumeci (La Destra) sull'argomento

La questione aeroportuale catanese non è più tema che assilla i cittadini ma bensì i politici della nostra città. Uno dei maggiori e accaniti amministratori interessati al caso, è proprio l'ex leader missino Nello Musumeci, il quale da oltre dieci anni si occupa sovente del "caso Fontanarossa".

La questione che lega l'attuale membro de La Destra con il traffico aeroportuale di Fontanarossa, ha radici nel 2003, allorquando sul principale quotidiano cittadino,precisamente il 12 gennaio, è intervenuto parlando del nostro scalo e dichiarando:  “Secondo uno studio della Austin Italia , l’aeroporto di Fontanarossa nel 2010 è destinato a chiudere perché superando gli otto milioni di passeggeri non potrebbe più sopportare un flusso simile...E siccome il tasso di crescita è superiore al 9 per cento, quando gli attuali lavori di ampliamento saranno conclusi l’aeroporto catanese sarà insufficiente. A quel punto lo scalo sarà ingolfato e ci sarà bisogno di uno scalo già pronto."

Le "profezie" dell'ex presidente della Provincia regionale etnea non hanno trovato riscontro, anzi, il nostro scalo negli ultimi anni si è classificato come uno dei maggiori in Sicilia e Italia per mole di traffico ben gestita dall'intera struttura.

Appare anche un po inconsueto e contraddittorio che un aeroporto possa chiudere la propria attività per esubero di traffico, bensì il contrario.

E a sostegno di questa teoria, vi è un'agenzia Ansa che proprio nel gennaio 2011 e in riferimento all'anno precedente così classifica lo scalo etneo:  "Nuovo record storico per l’Aeroporto Internazionale di Catania Fontanarossa. Al 31 dicembre 2010, infatti, sono stati 6.321.753 (+ 6,52% rispetto al 2009) i passeggeri in transito nello scalo che, per dimensioni e quote di traffico, è il terzo fra i regionali dopo Venezia e Bergamo e il primo per volume di traffico nel Meridione.

Il dato supera abbondantemente il massimo storico registrato nel 2007 quando i passeggeri furono 6.083.735. Entriamo nel dettaglio dei dati elaborati dagli analisti del traffico della SAC per scoprire come, dopo l’exploit del mese di agosto, che aveva visto un eccellente +9.25% di presenze rispetto al 2009, i mesi a seguire hanno riportato una crescita sempre costante di utenti – in linea con il dato medio nazionale che era del 6,5% - e che si è conclusa con + 7,17 di dicembre. Numeri, occorre sottolineare, che pure risentono delle centinaia di cancellazioni causate, proprio sotto le feste, dall’ondata di gelo abbattutosi nell’Europa centrale costringendo alla chiusura numerosi aeroporti e quindi riducendo il numero di viaggiatori previsti. 


In dicembre, su Fontanarossa, sono transitati 454.074 passeggeri, 30 mila in più rispetto al 2009, quando furono 423.693. Una performance eccellente per l’intera “macchina aeroportuale” dello scalo catanese: uomini e mezzi impegnati a fornire standard di servizi ideali per garantire la giusta accoglienza ai viaggiatori e ridurre al minimo disagi, ritardi e disguidi. 


Lo conferma il Quality Target 2010, il monitoraggio sull’efficienza dello scalo con cui SAC verifica quotidianamente il livello di soddisfazione dei passeggeri e che nel 2011 sarà seguito anche dalle associazioni dei consumatori: a Fontanarossa il controllo dei bagagli a mano è più veloce della media nazionale (10 minuti contro 12) e la percentuale dei bagagli disguidati è irrilevante (appena 0,2/1000 a Catania a fronte del 2/1000 su scala nazionale)". 

Sulla questione dello scalo, nonostante i dati recenti siano stati molto confortanti, Nello Musumeci è intervenuto nuovamente il 19 gennaio di quest'anno, allorquando ha ancora dichiarato l'inadeguatezza dell'aeroporto di Fontanarossa nel contenere un numero crescente di passeggeri e la possibilità di spostare lo scalo altrove, possibilmente nella zona della Piana di Catania.  

Da verificare le considerazioni del parlamentare etneo, in quanto, molti scali con traffico inferiore anche a Fontanarossa, si estendono anche al mare e hanno le linee ferroviarie interrate, garantendo un servizio inalterato a tutti gli utenti.

Perchè a Catania, terra di facili profezie politiche, non si può attuare un ragionamento del genere? 

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