Regalo di Natale: finanziaria da 15 miliardi





Niente "lacrime e sangue". Con queste parole il neo presidente del Consiglio Mario Monti, ha iniziato la sua avventura come premier di un Paese, reduce da quasi vent'anni di berlusconismo. Senza entrare nel merito dei "perchè" e dei "per come", analizziamo il dato che, tra fine mese e l'inizio di Dicembre (per la serie, auguri a tutti) il neo governo tecnico si appresta a varare una finanziaria di ben 15 miliardi di euro. 


Non sono pochi, considerando il fatto che a Ferragosto il centrodestra, aveva varato una manovra consistente per le tasche degli italiani. 
Ma su cosa vuole puntare il professore? Certamente si sta pensando di dare credibilità ad un Paese che in Europa ne esce sconfitto al confronto con le altre nazioni e magari, perchè no, evitare che almeno fino al 2013 la Merkel e Sarkozy evitino di sghignazzare quando si parla di conti pubblici italiani. 


La nuova manovra punterà al rilancio dell'economia del nostro Paese, contenimento della spesa pubblica, liberalizzazioni,imposizione fiscale sugli immobili,rivalutazione delle rendite catastali, tagli agli sprechi (perchè non partire dai tanto criticati privilegi della casta?) e reintroduzione dell'Ici seppur in modalità diverse rispetto a quella eliminata dal governo Berlusconi. 
Già, proprio l'Ici. 


Sponsor ufficiale delle elezioni del 2008, vessillo elettorale del centrodestra e possibilmente argomento elettorale che convinse gli italiani a preferire la vecchia maggioranza parlamentare al centrosinistra. 
Adesso, sbuca di nuovo, creando non pochi problemi a chi pensava di avere eliminato definitivamente il fardello della vecchia tassa. 
Ricordiamo come proprio l'Ici e i relativi costi della sua soppressione furono eliminati grazie all'utilizzo dei fondi Fas destinati per la creazione di infrastrutture nel meridione e che fu un vero e proprio strappo all'economia del Sud. 


Monti, comunque, riparte. Lo fa sostenendo un verbo molto caro alla politica della Seconda repubblica: tagliare 
E se tagliare significa far ripartire il Paese dopo anni di stasi, che ben vengano questi tagli, seppur commisurati al tenore di vita di tutti i cittadini. 


Sarebbe corretto, dati i recenti fatti di Messina e delle relative alluvioni, che magari nella prossima finanziaria, qualche voce di bilancio toccasse pure i "fratelli" siciliani. La Lega sta ormai all'opposizione, Monti è un "tecnico", quindi non si dovrebbe temere il peggio. 


O bisogna nuovamente disquisire di  questione meridionale? 

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