sabato 20 giugno 2015

Forze dell' (dis) Ordine

Un dirigente di Polizia esaltato e un sindaco "antimafia". Le stesse facce di una medaglia che mortificano le forze dell'Ordine che da tempo, e in condizioni di numerosi disagi, conducono la propria battaglia quotidiana contro la delinquenza e a supporto dei cittadini. 

Nino Di Guardo, sindaco di Misterbianco


Se il primo è nostalgico di Hitler e vorrebbe vedere annegare i numerosi immigrati che sbarcano in Sicilia, l'altro condanna gli "sbirri" e non ne vuole vedere circolare nel suo Paese. 

Gioacchino Lunetto, Dirigente della Polfer etnea

Nino Di Guardo è un sindaco "antimafia", di quell'antimafia che ha cavalcato l'onda dagli anni '90 ad oggi, di quella che si è creata un'immagine dura e pura. Adesso comincia a vacillare, a crollare miseramente, non sotto i colpi inferti dagli avversari ma dalla contraddizione che comincia a emergere sempre più prepotentemente. 

Ma Di Guardo non è autore di quel libro - "Sindaco per Passione" che condannava la mafia ed esaltava - giustamente - i poliziotti della sua scorta e le Forze dell'Ordine? 

Due differenze sostanziali tra i due soggetti. Il primo, dirigente della Polfer catanese non si è nascosto dietro nulla. E' il prodotto becero della violenza e dell'esaltazione di ideologie estremiste e va immediatamente destituito. Lo Stato italiano non può pagare migliaia di euro di stipendio al mese per un soggetto del genere. 

Il secondo ha preso per i fondelli, per oltre vent'anni, i cittadini misterbianchesi e catanesi con la storia dell'antimafia. Si, quella del piffero e di facciata 

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