sabato 13 febbraio 2010

Frammenti di storia: i tempi delle Brigate rosse mai tramontati...

Nel Belpaese si parla sempre di "terrorismo estinto" e di mafia ancora al centro dell'agenda politica, come dire, almeno un emergenza è stata risolta. Falso.
Il terrorismo, perlomeno quello "rosso", non solo non è stato debellato, ma si è incuneato nel sottobosco sociale e politico italiano per riemergere di tanto in tanto con qualche inquietante proclama, sopito successivamente dall'intervento delle efficaci forze dell'ordine e giudiziarie.
Gli arresti del 2007 e quelli recenti del 2010 testimoniano come il vento del terrorismo politico di matrice rossa non sia ancora estinto.
Gli ultimi accadimenti mi riportano indietro nel tempo (forte anche delle considerazioni del più o meno credibile Massimo Ciancimino), sul rapimento Moro e sulla sua uccisione.
Ritengo quella, la pagina più buia della Repubblica, il momento in cui lo Stato ha dimostrato di piegarsi ai terroristi dimostrando la propria fragilità e la propria insicurezza.
Per chi non lo sapesse, al posto di Moro, in quella occasione doveva essere sequestrato proprio il "divo" Giulio Andreotti, ma i terroristi ripiegarono su Moro proprio perchè la scorta di Andreotti era impenetrabile e numerosa mentre quella di Moro era molto meno numerosa e molto più penetrabile. Perchè?
I perchè su questa vicenda sono davvero troppi, e a distanza di trentadue anni dalla morte dello statista che aprì al Pci, molti di questi non sono stati risolti.
Si è parlato di un coinvolgimento dell'Urss, degli Usa, della mafia (come testimonia Massimo Ciancimino per bocca del padre don Vito) perfino dalla n'drangheta e della banda della Magliana.
Mi ferisce particolarmente, stando alla credibilità delle rivelazioni di Ciancimino, da italiano, sapere che Zaccagnini, allora segretario della Dc, pur sapendo per mano della mafia, dove si trovasse Moro, impedì la sua liberazione.
Sarà vero? oppure no? forse non lo sapremo mai.
Resta il dato inequivocabile di come, a dispetto di qualche sapientone cultore del nulla in Italia sostiene,  i danni del comunismo e dei suoi portatori di interesse ideologico, siano stati anch'essi, come altri estremismi politici, portatori di morte e distruzione nel paese.
La strada liberaldemocratica nel nostro paese sarà sempre la via trionfale. Non abbandoniamoci all'oscurantismo dettato da mere ideologie le quali hanno solo seminato morte e terrore.
Mirko Tomasino
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