martedì 9 febbraio 2010

Le ultime del Ciancimino...

L'Italia è il paese dei santi, dei poeti, ma anche dei pentiti e dei novelli giustizialisti figli di noti politici mafiosi. E' il caso di Massimo Ciancimino.
Da oltre un anno nelle sue visite alle procure antimafia di mezzo stivale, racconta fatti inediti, presenta papelli ritenuti ormai scomparsi, e lancia accuse verso il mondo della politica e nello specifico verso Berlusconi e il premier.
Che i primi anni '90 presentino ancora oggi, a distanza di diciotto anni, aspetti inquietanti, occulti e mai svelati, non è un mistero, in quanto l'intreccio Tangentopoli-stragi mafiose-caduta della prima Repubblica produsse una serie di effetti così amalgamati fra di loro che ancora adesso appare difficile sbrogliare questa intricata matassa.
Mi sembra invece difficile, potere dare credito a un ex figlio di un politico mafioso (il don Vito del "sacco di Palermo") nonchè soggetto noto per essere stato condannato dalla giustizia italiana per avere riciclato il tesoro del padre. Che credibilità possono avere le accuse di questo signore?
Eppure dalle procure tutti stanno con le orecchie aperte, le stesse che si avevano quando a dicembre parlò Spatuzza (altro stragista mafioso considerato "attendibile" dalla magistratura inquirente) smentito poi dal boss Graviano.
Il torbido in politica esiste, da destra a sinistra, e quel periodo fu denso di aspetti rilevanti che determinarono un consolidamento di partiti e nuove strategie politiche per affrontare una nuova Repubblica e una nuova stagione politica.
Che ce lo venga a dire Ciancimino jr con le sue letterine e le sue accuse a discapito di anni di processo che coinvolgono Berlusconi senza alcun esito, francamente ci fa ridere.
Fonte immagine: youurban.net

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