mercoledì 27 gennaio 2010

La storia: un patrimonio dell'umanità

Proprio perchè considero la storia un bene dell'umanità, appartenente a persone di qualsiasi provenienza, formazione culturale, estrazione sociale e colore della pelle, provo tanto sofferenza quando essa viene monopolizzata e strumentalizzata dall'uno o dall'altro versante.
Oggi si celebra il giorno della memoria, importantissimo per tutti coloro i quali, nostalgici (e purtroppo ce ne sono) del nazismo in Europa, vogliano riflettere su uno dei tanti macabri aspetti prodotti dal secondo conflitto mondiale.
Essendo (o perlomeno così dovrebbe essere) la storia, disciplina umanitaria che coinvolge tutti gli aspetti senza escluderne nessuno, proporrei di concedere un giorno dell'anno alla memoria di tutte le persone scomparse a causa del comunismo e dei suoi mali prodotti.
Proporrei, e spero di trovare larga condivisione in ciò che dico, di assegnare un giorno alle tante vittime (parlo degli ebrei vittime dei pogrom russi, dei numerosi cattolici laici e religiosi sterminati dai comunisti partigiani nel dopoguerra in Italia, delle vittime cubane succubi di una dittatura castrista che trova ancora tanta condivisione e approvazione in certi postcomunisti italiani, alle vittime dello stalinismo in Russia, ai gulag in Siberia, allo sterminio dei kulaki.).
Il mio elenco potrebbe ancora continuare, poichè credo che la libertà o la democrazia ed anche le giornate dedicate al ricordo di eventi infausti della storia, non siano ad appannaggio della destra, del centro o della sinistra, ma ad appannaggio della storia in quanto tale, dispensatrice di equilibrio e verità.
Non è ancora così, e se giustamente, si ricordano le vittime della sanguinosa e violenta, nonchè deprecabile, dittatura nazionalsocialista tedesca, nel mondo, non si è ancora trovato uno spazio per chi, vittima indifesa, è caduta sotto la scure della falce e martello.
Questa è la cosa più triste. Aver creato delle fratture nella storia, dispensando crimini di seria A e crimini di serie B.

Ai posteri l'ardua sentenza.
Fonte immagine: Gulag sovietico (bibliostoria.wordpress.com)

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