sabato 16 gennaio 2010

Travagliati d'Italia...


Se fosse stato in vita il povero Giovannino Guareschi e avesse visto lo scempio che commettono certi giornalisti come Travaglio e Santoro (pagati con i soldi del servizio pubblico) si sarebbe messo le mani ai capelli e si sarebbe rinchiuso nella sua villa di Roncole per almeno un mese.
Invece, molti giovani e meno, sono entusiasti di avere come "paladini dei loro interessi" questi nuovi prodotti del giornalismo moderno ( e dei vignettisti politicamente corretti come il sig. Vauro) i quali, senza spesso aspettare i tre gradi di giudizio previsti dalla magistratura italiana, emettono sentenze pubbliche televisive in pieno stile stalinista mettendo alla gogna politici e amministratori pubblici in genere i quali dopo anni di processo (con annesse malattie, traumi e scompensi di carattere psicologico) hanno finalmente ottenuto giustizia dal loro paese.
Il caso di Calogero Mannino e della sua assoluzione dopo ben 17 anni, è l'emblema della deriva giustizialista che trascina con se elementi reazionari in stile Marco Travaglio e stalisnisti dell'ultima ora come il signor Santoro, i quali, in barba alle regole procedimentali che governano la giustizia italiana e forti di certo pubblico italiano esasperato dalla cattiva politica italiana, macinano denaro (le svariate pubblicazioni del sig Travaglio lo testimoniano) e audience sul pulpito di Annozero.
Che poi le loro testimonianze e le loro prove non sono ancora passate al vaglio dei giudici in attesa dei tre gradi di giudizio, questo non importa, poichè la gente che tende a idolatrare questi soggetti pretende, in pieno spirito giustizialista e "manettaro" , di ricevere delle risposte giudiziarie immediate da questi profeti della giustizia moderna.
Tutto ciò ovviamente non scagiona una classe politica, che da destra fino all'estrema sinistra ha calpestato in pieno le aspettative e gli interessi del popolo italiano.
Che fare allora? in attesa di qualche altro "mostro" da sbattere in prima serata al processo popolare Annozero, spegniamo la Tv e preferiamo Don Matteo a certi programmi di "travagliata" produzione.
Fonte immagine: haisentito.it

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